Per la prima volta nella storia, l’Italia ospiterà l’America’s Cup 2027, la competizione velica più prestigiosa al mondo, e sarà Napoli a fare da teatro a questa sfida epocale: una scelta che va oltre lo sport e premia la bellezza del Golfo, il progetto di rigenerazione urbana di Bagnoli e la capacità del Sud di giocare un ruolo da protagonista sulla scena globale. Dal 2026 al 2027, con la Louis Vuitton Cup e la Coppa America, Napoli diventerà capitale mondiale della vela e centro nevralgico di un evento che porterà investimenti, turismo, occupazione e visibilità planetaria, coinvolgendo non solo la città ma tutta la sua costa, dai Campi Flegrei alle isole, in un’occasione unica di rilancio economico, urbanistico e culturale.

La Coppa America di vela, per la prima volta nella storia, si disputerà in Italia. Napoli è la città scelta: sfide tra i giganti del mare nel golfo, quartier generale a Bagnoli
L’Italia entra nel club ristretto dei paesi che hanno ospitato l’America’s Cup, la competizione velica più prestigiosa e antica del mondo. La 38ª edizione, in programma tra primavera ed estate 2027, si svolgerà a Napoli, scelta dal Team New Zealand, vincitore dell’ultima edizione e detentore del titolo. Un evento che non è solo sport, ma un’occasione epocale di rilancio urbano ed economico per la città e per tutto il Mezzogiorno. A fare da anticipo ci sarà, nella primavera 2026, la Louis Vuitton Cup, torneo preliminare che porterà già migliaia di atleti, tecnici, sponsor e turisti sulle coste partenopee. Il golfo di Napoli diventerà per due anni il centro mondiale della vela. E non solo.
Il cuore dell' America’s Cup a Napoli sarà tra Castel dell’Ovo e Bagnoli
Lo scenario scelto è mozzafiato: il campo di regata si estenderà tra Castel dell’Ovo, Posillipo e l’isola di Nisida, toccando alcuni dei tratti più iconici del litorale partenopeo. Il Lungomare di via Caracciolo sarà trasformato in una grande tribuna a cielo aperto, con spazi pubblici riadattati per accogliere spettatori da ogni parte del mondo.
E poiché le regate si svolgeranno nel cuore del Golfo di Napoli, l’intera costa — dalla collina di Posillipo ai Campi Flegrei, fino alle isole di Ischia, Procida e Capri — beneficerà di visibilità internazionale e di un prevedibile aumento dei flussi turistici. L’evento catalizzerà l’interesse verso tutto il sistema costiero metropolitano, con ricadute dirette su strutture ricettive, attività culturali, porti turistici e servizi locali. Una vetrina irripetibile per i territori flegrei, che potranno valorizzare storia, paesaggio e offerta turistica integrata.

Ma il vero cuore logistico e simbolico dell’America’s Cup sarà Bagnoli, dove verranno installate piattaforme galleggianti e allestiti i villaggi delle squadre nella colmata dell’ex Italsider. Un'area simbolo dell’archeologia industriale italiana, che da decenni attende una vera rinascita e che ora diventa centrale in una sfida globale. Il governo ha già promesso un’accelerazione ai lavori di bonifica e riqualificazione. L’evento sarà un catalizzatore potente, in grado di trasformare un’area dismessa in un nuovo polo strategico per turismo, nautica e innovazione ambientale.
America’s Cup. Una sfida vinta in silenzio: il dietro le quinte della candidatura
La candidatura è maturata in silenzio. Per sei mesi, il Comune di Napoli, con il sindaco Gaetano Manfredi, ha lavorato in stretta riservatezza con il Governo e il Team New Zealand. Sono stati presentati studi meteorologici, analisi sulle correnti e sui venti, dossier tecnici e urbanistici. La delegazione neozelandese ha effettuato più visite riservate in città, per valutare l’idoneità del campo di gara e dei luoghi. Alla fine, Napoli ha battuto rivali fortissimi: Atene, Genova, Cagliari e soprattutto l’Arabia Saudita, che aveva già ospitato una regata preliminare e contava su forti investimenti. Ma a pesare è stata la bellezza unica del Golfo, il progetto di rilancio di Bagnoli e la promessa di un grande evento popolare, accessibile e identitario.
Ospitare la Coppa America di vela è un investimento che produce ritorni misurabili. Secondo uno studio dell’Università di Barcellona, l’edizione 2024 ha generato oltre 1 miliardo di euro di impatto economico, con 1,8 milioni di visitatori nella regione catalana, 12.800 nuovi posti di lavoro e oltre 200 milioni di euro in tasse. A Napoli si punta a replicare (e possibilmente superare) questi numeri. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito la Coppa “un motore per lo sviluppo locale”, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato di “una vittoria di squadra” e di una “straordinaria opportunità per l’intero Paese”.
Coppa America di vela a Napoli: il mare come leva di futuro prospero
Oltre all’economia, c’è la valenza simbolica. Come ha ricordato la premier Giorgia Meloni, “senza il mare, l’Italia non sarebbe ciò che è”. La scelta di Napoli ha un forte significato culturale: una città fondata 2500 anni fa sul mare, che con il mare oggi vuole rinascere. L’evento si inserisce in un calendario storico: nel 2026 Napoli sarà Capitale Europea dello Sport e la Coppa America sarà il culmine di un biennio di rilancio identitario. Non è un caso che il Ceo del Team New Zealand, Grant Dalton, abbia dichiarato: “L’Italia è la sede perfetta. Gli italiani sono il pubblico più appassionato della Coppa. Napoli è un luogo pieno di orgoglio, storia e spirito sportivo. Sì, stiamo entrando nella tana del leone – la casa di Luna Rossa – ma è esattamente ciò che cercavamo”.
A partire dalle prossime settimane, cominceranno i cantieri per adeguare infrastrutture, migliorare l’accessibilità, costruire le strutture temporanee e coordinare la logistica per ospitare team internazionali, staff tecnici, media e milioni di visitatori. Saranno coinvolti enti locali, università, imprese, associazioni. La Coppa America a Napoli sarà un evento diffuso, con attività a Fuorigrotta, alla Mostra d’Oltremare, nel centro storico e nei porti. Ma sarà anche una sfida organizzativa, che richiede rapidità, trasparenza e visione. Come ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Edoardo Cosenza, “la parte difficile comincia ora. Ma Napoli ha dimostrato che quando vuole, può. E lo farà anche stavolta”.
L’America’s Cup 2027 non è solo una regata. È una prova di forza, di identità e di futuro. È Napoli che torna protagonista nel mondo, non per folklore o per stereotipi, ma per visione, competenza e ambizione. Il golfo sarà il campo di gara. Bagnoli il laboratorio della rinascita. La città intera la protagonista.