Dal fotovoltaico in cloud all’inclusione sociale attraverso la vela, passando per l’intelligenza artificiale e la formazione delle nuove generazioni: a Procida, il 9 maggio, il convegno “Oltre la Nautica” ha trasformato l’Yachting Club Santa Margherita in un laboratorio a cielo aperto per la Blue Economy. Una giornata densa di interventi, confronti e idee concrete, dove il futuro della nautica si è intrecciato con la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica, il valore dell’accoglienza e il rispetto per l’identità dei territori. Procida, ancora una volta, si è confermata luogo simbolico di incontro tra tradizione e visione.

Cos'è la Blue Economy?La Blue Economy è un modello economico sostenibile che mira a utilizzare in modo efficiente e responsabile le risorse marine e costiere, valorizzando l'ambiente marino e promuovendo lo sviluppo economico e sociale. Include tutte le attività economiche correlate al mare, come la pesca, la cantieristica navale, il turismo balneare, l'acquacoltura, il trasporto marittimo, ma anche settori emergenti come le energie rinnovabili marine, la biotecnologia blu e il turismo sostenibile.
Procida, “Oltre la Nautica” fa il pieno di idee: sostenibilità, AI e formazione al centro della Blue Economy
Il 9 maggio, Procida è stata ancora una volta protagonista della Blue Economy. All’approdo Yachting Club Santa Margherita – oggi Marina Resort – è andato in scena il convegno “Oltre la Nautica”, tappa del circuito itinerante dei Blue Marina Awards. Un incontro ricco di contenuti che ha visto sedersi allo stesso tavolo istituzioni, esperti, imprese e studenti per parlare di futuro, sostenibilità, innovazione e formazione.

Cinque i pilastri al centro del dibattito: energie rinnovabili, innovazione tecnologica, responsabilità sociale, turismo sostenibile e valorizzazione dei territori. A introdurre i lavori Antonio Schiano, fondatore della struttura portuale, insieme al Sindaco di Procida, che ha ricordato come proprio da Chiaiolella abbia preso il via l'accoglienza turistica dell’isola.
Porti turistici come presìdi culturali e motori di sviluppo sostenibile
“Le marine italiane non sono solo ormeggi – ha spiegato Walter Vassallo, ideatore dei Blue Marina Awards – ma presìdi di cultura, identità e benessere. Ognuna racconta una storia, e insieme possono essere volano di sviluppo sostenibile, inclusivo e autentico.”
Un concetto ribadito anche dal direttore del porto, Gianluca Capodanno, che ha ricordato come il convegno sia nato proprio per creare una piattaforma permanente di confronto tra operatori: “Il settore evolve rapidamente, servono visione e formazione per non restare indietro”.
Blue Economy tra AI, sostenibilità e giovani: così cambiano i porti turistici
Tra gli interventi più attesi, quello di Matteo Locatelli sull’intelligenza artificiale applicata alla gestione dei marina: “L’AI è già qui, e può adattarsi alle esigenze di ogni porto, indipendentemente da dimensioni o localizzazione”.

Spazio anche all’innovazione energetica, con la presentazione di un sistema di fotovoltaico in cloud pensato per porti con vincoli strutturali, e all’inclusività, con la vela raccontata come strumento di integrazione sociale e accessibilità. Importante il contributo degli studenti dell’Istituto Nautico, che hanno illustrato una ricerca sulle nuove figure professionali richieste dal settore: un segnale forte su quanto la formazione sia già il presente, non solo il futuro.
Imprese, politica e formazione: serve un fronte comune per la nautica sostenibile
Sul palco anche il Vice Sindaco di Procida, che ha richiamato il “valore sociale dell’impresa”, e Eugenio Michelino, Vice Presidente di Assonat-Confcommercio: “Senza politica non si fa impresa, senza formazione non c’è futuro. Occasioni come questa servono per costruire alleanze”. L’invito ora è aperto a tutti i porti turistici italiani: c’è tempo fino a luglio per candidarsi gratuitamente alla IV edizione dei Blue Marina Awards. Il regolamento è disponibile su bluemarinaawards.com.
Il convegno si è chiuso con un messaggio unanime: la Blue Economy è una sfida da affrontare insieme. Serve visione, serve collaborazione. E serve, come Procida ha dimostrato ancora una volta, la capacità di unire innovazione e identità, strategia e passione.