Napoli e Kagoshima rinnovano, dopo 65 anni, uno dei gemellaggi più longevi e simbolici della città. A Palazzo San Giacomo, i sindaci Gaetano Manfredi e Shimozuru Takao hanno firmato la Lettera di Intenti che avvia ufficialmente il percorso per aggiornare l’accordo del 1960, alla presenza dell’ambasciatore giapponese Suzuki Satoshi. Un passo che rilancia la cooperazione tra le due città dei vulcani — il Vesuvio e il Sakurajima — e apre a nuovi scambi culturali, turistici, educativi ed economici tra Mediterraneo e Giappone. Un legame che nasce da una sorprendente affinità paesaggistica e si rafforza oggi con una visione comune orientata al futuro.

- Napoli e Kagoshima
- Un legame nato dall’orizzonte
- La cerimonia di rinnovo
- Un ponte culturale verso il futuro
- Quando due vulcani si guardano
Rinnovo del gemellaggio tra Napoli e Kagoshima
Sessantacinque anni dopo la firma che, il 3 maggio 1960, sancì il primo storico gemellaggio, Napoli e Kagoshima tornano a stringersi la mano, confermando un legame che va oltre le distanze geografiche. Nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, i due sindaci — Gaetano Manfredi e Shimozuru Takao — hanno sottoscritto una Lettera di Intenti che avvia formalmente il percorso di rinnovo dell’accordo, alla presenza dell’ambasciatore giapponese Suzuki Satoshi e del presidente del Consiglio comunale di Kagoshima Kawagoe Keiji.

È un gesto che riporta alla luce una relazione antica e sorprendente: un’alleanza nata da una somiglianza paesaggistica quasi incredibile e alimentata da una visione comune su cultura, educazione e futuro. Due città lontanissime, eppure simili. Due porti rivolti verso il mare, entrambi dominati da un vulcano: il Vesuvio e il Sakurajima, quasi due fratelli separati dall’oceano.
Napoli e Kagoshima, città gemelle tra vulcani e mare
A vederle in foto, Napoli e Kagoshima sembrano specchiarsi l’una nell’altra: un golfo ampio, un clima mite, un vulcano che segna il profilo della città e una cultura profondamente legata al mare. Da qui nacque, negli anni Cinquanta, la definizione che ancora oggi molti utilizzano: “La Napoli dell’Estremo Oriente”.
Nel 1960 questa somiglianza visiva e culturale si trasformò in un gemellaggio ufficiale, all’epoca tra i più originali d’Europa. E da allora, ogni 3 maggio, la relazione è stata alimentata da scambi culturali, visite istituzionali e iniziative che hanno unito due popoli lontani ma curiosi l’uno dell’altro.
A testimonianza di questo legame, Kagoshima ha dedicato a Napoli un viale intero, la Napori dōri, un grande boulevard vicino alla nuova stazione, oltre a tram decorati con richiami alla città partenopea. Anche Napoli ricambia il tributo: al Vomero esiste Via Kagoshima, una strada in salita che collega Via Aniello Falcone a Via Belvedere, e al Centro Direzionale un Largo Kagoshima, tra gli edifici C1 e B5. Due segnali concreti di un gemellaggio che non è mai rimasto solo sulla carta.
La cerimonia a Palazzo San Giacomo
La firma della Lettera di Intenti è stata accompagnata da un clima di sincera cordialità. Sindaci, diplomatici e rappresentanti istituzionali hanno ribadito che questo nuovo passo non è soltanto un atto simbolico, ma una scelta strategica.

L’accordo prevede infatti la collaborazione in settori chiave: educazione e scambi tra studenti, progetti culturali, iniziative artistiche e turistiche, cooperazione economica e innovazione, scambi di buone pratiche amministrative.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito il rinnovo «una pagina importante della storia di Napoli», sottolineando come la cooperazione tra città rappresenti una risorsa fondamentale per affrontare le sfide globali.

Il collega giapponese, Shimozuru Takao, ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per il ruolo che Napoli ha sempre avuto nel mantenere vivo questo rapporto unico. A suggellare la cerimonia, il sindaco partenopeo ha consegnato un crest della città e un Pulcinella realizzato dal maestro presepiale Vincenzo Capuano, un dono simbolico e profondamente napoletano.
Un ponte culturale che continua a crescere
Il gemellaggio rinnovato si propone non solo di custodire una storia lunga più di mezzo secolo, ma di renderla viva e attuale. L’obiettivo è creare un dialogo continuo tra istituzioni, giovani, scuole, università, imprese e settori creativi, facendo dello scambio culturale un motore di sviluppo reciproco.

Napoli e Kagoshima si impegnano a costruire progetti comuni, a promuovere iniziative internazionali e a rafforzare il turismo culturale tra le due sponde del mondo. Un modo concreto per trasformare una suggestiva somiglianza paesaggistica in un rapporto stabile, moderno e orientato al futuro.
Quando due vulcani si guardano
Negli ultimi anni, sui social e sulle pagine ufficiali dell’Ambasciata del Giappone in Italia, sono circolate immagini suggestive che accostano il Vesuvio e il Sakurajima come se fossero due metà di un’unica montagna. Una metafora potente: due città abituate a vivere con un vulcano alle spalle, due comunità che del mare e del fuoco hanno fatto identità.
Il rinnovato gemellaggio ricuce questo filo simbolico, unendo le due “città dei vulcani” in una collaborazione che guarda avanti.