Papa Francesco è scomparso lunedì 21 aprile all’età di 88 anni, nella sua residenza vaticana. Negli ultimi mesi aveva affrontato gravi problemi respiratori che lo avevano costretto a lunghi periodi di degenza. La notizia, arrivata all’alba, ha avuto un’eco immediata anche a Napoli, dove il pontefice aveva lasciato un ricordo vivo e sincero. Durante il suo pontificato era venuto due volte in città, scegliendo di incontrare realtà spesso dimenticate, di parlare con semplicità e di restare vicino alle persone. Tra le immagini che tornano alla memoria: l’abbraccio con i detenuti, l’omaggio a San Gennaro e la festa sul lungomare. In tanti, oggi, ne ricordano anche la voce, l’ironia e la richiesta di essere sostenuto con una preghiera.

Come è morto Papa Francesco
Papa Francesco è morto lunedì 21 aprile alle 7:35 del mattino, nel suo appartamento presso Casa Santa Marta in Vaticano. A causare il decesso è stato un ictus cerebrale, seguito da coma e collasso cardiocircolatorio irreversibile. Il quadro clinico era già fortemente compromesso da una precedente insufficienza respiratoria acuta causata da una polmonite bilaterale, insieme a condizioni croniche come diabete di tipo II e ipertensione. Negli ultimi giorni, pur apparendo debole, aveva continuato a mostrarsi in pubblico, anche durante la Pasqua. Il malore è sopraggiunto improvvisamente dopo il risveglio mattutino. Nonostante la sua volontà di portare avanti la missione pastorale fino all’ultimo, l’infezione e le gravi comorbidità hanno avuto il sopravvento.
Addio a Papa Francesco, il mondo piange un pontefice vicino ai più fragili
La notizia della morte di Papa Francesco, arrivata alle prime ore del mattino attraverso il comunicato ufficiale della Sala Stampa vaticana, ha attraversato il mondo con la forza di un addio che pesa. Anche Napoli, città con cui il pontefice argentino aveva stretto un rapporto profondo, ha accolto con commozione la notizia.Papa Francesco non era solo una figura religiosa, ma una presenza capace di entrare nel cuore delle persone con parole semplici e gesti concreti. Un pontefice che non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, di mettersi dalla parte degli ultimi, e che ha saputo portare lo spirito del Vangelo in contesti fragili, con una naturalezza che raramente si è vista in passato.
Due incontri indimenticabili con Napoli: tra fede, ascolto e gesti concreti
Il legame tra Papa Francesco e Napoli è stato fatto di ascolto, vicinanza e simboli forti. Due le visite ufficiali compiute in città durante il suo pontificato, entrambe cariche di significato.
La prima, il 21 marzo 2015, fu una giornata intensa e memorabile. Dopo un breve passaggio al Santuario di Pompei, atterrò in elicottero a Napoli e iniziò il suo percorso da Scampia, dove incontrò famiglie, lavoratori, migranti e volontari impegnati nel sociale. Da lì si mosse tra le strade della città in papamobile, salutando la folla che lo accoglieva con entusiasmo. In piazza del Plebiscito celebrò una messa all’aperto, tra le più partecipate di sempre. La giornata proseguì con un pranzo riservato con alcuni detenuti del carcere di Poggioreale, un gesto che testimoniava ancora una volta la sua attenzione per chi vive ai margini. Poi la visita in Duomo, l’incontro con il clero e il momento davanti alle reliquie di San Gennaro, quando si verificò – per la prima volta alla presenza di un Vescovo di Roma – il prodigio della liquefazione del sangue. Chiuse la giornata con una festa popolare sul Lungomare di Mergellina, tra giovani, famiglie e musica.
La seconda visita, avvenuta nel giugno 2019, fu più breve ma centrata su un tema cruciale: la riflessione teologica nel contesto del Mediterraneo. All’evento, organizzato dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, portò il suo pensiero su un'area del mondo che, secondo lui, era chiamata a costruire ponti, non confini.
Morte di Papa Francesco, il cordoglio della città di Napoli e della Campania
Alla notizia della morte di Papa Francesco, le istituzioni campane e napoletane hanno reagito con dolore ma anche con riconoscenza. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato della perdita di una voce limpida contro la guerra e a favore della dignità umana. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha ricordato il rapporto speciale tra il Papa e la città, fatto di affinità culturali e sensibilità condivisa verso le sofferenze del territorio. Anche il mondo dello spettacolo e dello sport ha reso omaggio al pontefice: l’attore Vincenzo Salemme ha tracciato un ricordo personale e toccante, mentre il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha invitato a custodire i valori che Francesco ha testimoniato con coerenza.
A Napoli resta viva l’immagine di un Papa umano, sorridente, capace di fermarsi tra la gente e di parlare chiaro, senza retorica. Un uomo prima che un pontefice, che ha saputo guardare negli occhi il dolore e restituire dignità a chi spesso non la trova. La sua eredità spirituale, ma anche sociale e morale, resterà impressa nei volti e nelle storie che ha saputo toccare.