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Villa del Torchio, Quarto riscopre uno dei suoi luoghi simbolo dei Campi Flegrei

Le giornate del 27 e 28 dicembre hanno restituito alla Villa del Torchio di Quarto il ruolo che le spetta: non solo sito archeologico, ma spazio vivo di incontro, conoscenza e racconto del territorio. L’evento inserito nel calendario di Natale a Quarto 2025 ha trasformato uno dei complessi romani più significativi dell’area flegrea in un luogo attraversato da cittadini, famiglie, studenti e visitatori, chiamati a riscoprire una parte fondamentale della storia quartese.

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Villa del Torchio, Quarto (Na).
  1. Due giorni alla Villa del Torchio
  2. Il sindaco Sabino
  3. Lelio Mancino
  4. Andrea Varchetta
  5. Il racconto delle guide
  6. Un bilancio che guarda al futuro

A Villa del Torchio, Quarto racconta se stessa attraverso il suo patrimonio

L’iniziativa, promossa dal Comune di Quarto e realizzata grazie alla collaborazione tra APS Projecta, Associazione Guide Flegree, Gruppo Archeologico dei Campi Flegrei, APS De Amicitia, APS AMA e Flegrea Food Lovers, ha proposto due giornate dense di contenuti, capaci di intrecciare archeologia, educazione, inclusione sociale e valorizzazione del patrimonio. Al centro della riflessione, come emerso chiaramente dalle interviste raccolte durante l’evento, non c’è solo la valorizzazione di un sito archeologico, ma una visione più ampia di crescita culturale.

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Interno.

Il sindaco Sabino: "Quarto deve partire dalla memoria per crescere culturalmente"

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Antonio Sabino, sindaco di Quarto, che ha richiamato più volte il concetto di memoria come fondamento per il futuro del territorio. "Ci troviamo qui nella bellissima Villa del Torchio – ha spiegato – un luogo che rappresenta un messaggio di cambiamento che stiamo portando avanti come amministrazione. Questo sito nasce nel 2006, durante gli scavi per la realizzazione del centro commerciale Quarto Nuovo, e oggi lo stiamo finalmente riportando alla luce e alla conoscenza dei cittadini".

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Villa romana del Torchio nel Comune di Quarto (Na).

Il sindaco ha evidenziato come il lavoro svolto negli ultimi anni abbia avuto un’attenzione particolare verso il mondo della scuola, con percorsi didattici costruiti insieme a docenti e dirigenti scolastici. "Vogliamo che il territorio di Quarto cresca da un punto di vista culturale – ha aggiunto – e per farlo dobbiamo partire dalla memoria, da chi ha vissuto qui nei secoli passati. Questa villa racconta chiaramente quale fosse la vocazione di quest’area: un territorio agricolo, legato al vino, che circondava il cratere flegreo".

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Il sindaco ha inoltre annunciato l’apertura, prevista nel 2026, della Casa della Cultura in Piazza Santa Maria della Casa, dove nascerà un polo museale destinato ad accogliere i reperti più significativi del territorio, oggi conservati nel Castello di Baia. Un passaggio simbolico e concreto che punta a riportare a Quarto la propria storia materiale.

Lelio Mancino: "Quarto è Campi Flegrei, e questa villa lo dimostra"

Sulla necessità di riconoscere Quarto come parte integrante dei Campi Flegrei si è soffermato Lelio Mancino, presidente dell’APS De Amicitia, che ha offerto una lettura storica e territoriale dell’area. "Molti non percepiscono Quarto come parte dei Campi Flegrei – ha spiegato – ma questi resti archeologici dimostrano il contrario. Quarto è stato determinante nella storia flegrea ed è un territorio di collegamento tra Pozzuoli, Capua e Roma. Basta pensare alla via Montagna Spaccata, percorsa ogni giorno".

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Lelio Mancino e Andrea Varchetta dell'APS De Amicitia.

Mancino ha sottolineato come la valorizzazione del patrimonio archeologico abbia anche una ricaduta concreta sul presente. "Consentire ai cittadini di visitare gratuitamente questi scavi significa permettere loro di conoscere la propria storia – ha aggiunto – ed è anche un valore imprenditoriale. Qui, duemila anni fa, c’era un complesso produttivo legato al vino. Questo patrimonio dialoga direttamente con il tessuto vinicolo del territorio di oggi".

Andrea Varchetta: "Una rete tra associazioni per un’unica città flegrea"

Andrea Varchetta, consigliere comunale di Quarto, ha invece evidenziato il valore della rete tra associazioni e della collaborazione con gli enti del terzo settore, sottolineando come eventi di questo tipo siano fondamentali per sensibilizzare i cittadini alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale. "Queste iniziative fanno parte di un cartellone finanziato con fondi della Città Metropolitana – ha concluso – e dimostrano come Quarto possa essere sempre più protagonista nel panorama culturale dei Campi Flegrei".

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Gruppo di Associazioni durante l'evento a Villa del Torchio.

La voce delle guide: dalla produzione del vino alla vita quotidiana nella Campania Felix

Fondamentale, durante le due giornate, il racconto affidato alle Guide Flegree, che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della villa, spiegandone funzioni e trasformazioni. La Villa del Torchio nasce come azienda produttiva, con una struttura complessa dedicata alla lavorazione del vino. Il grande torchio monumentale, le vasche in cocciopesto, le canaline di deflusso e la cella vinaria raccontano un sistema organizzato e avanzato.

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L'Associazione Guide Flegree a Villa del Torchio di Quarto (Na).

Un dettaglio che ha colpito molti visitatori riguarda i dolia, i grandi contenitori in terracotta. "Su questi contenitori – hanno spiegato le guide – era inciso il nome dell’imperatore, perché il vino prodotto prendeva il suo nome. È un segno evidente del legame tra produzione agricola e potere".

Non solo produzione, ma anche vita quotidiana: ambienti di servizio, una cucina con pozzo, spazi residenziali e mosaici in tessere bianco-nere, scelti per la loro praticità. La guida ha inoltre ricordato come, in epoca tardoantica, parte della villa sia stata riutilizzata come area di sepoltura. "È una testimonianza del cambiamento dell’area flegrea – è stato spiegato – e dell’importanza di questo territorio nella grande Campania Felix, cuore agricolo del mondo romano".

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Visuale interna della Villa del Torchio di Quarto.

Le guide hanno infine sottolineato l’importanza della tutela e della valorizzazione del sito. "È un’area che vale la pena visitare e proteggere – hanno concluso – perché racconta un pezzo fondamentale della storia quartese e flegrea. Farla conoscere, soprattutto alla gente del posto, è un’azione culturale necessaria".

Quarto e Villa del Torchio guardano al futuro

L’evento alla Villa del Torchio di Quarto ha dimostrato come un sito archeologico possa diventare luogo di conoscenza, partecipazione e dialogo, senza perdere il rigore storico. Le voci raccolte durante le due giornate convergono su un punto: la cultura come strumento di crescita, capace di restituire dignità e centralità a un territorio spesso percepito come marginale.