La cicerchia è un legume antico presente anche in Campania. La Cicerchia dei Campi Flegrei abita l’omonima zona da almeno duemila anni. Farinosa e saporita, questa leguminosa colpisce per le ricette e per le proprietà. L’azienda agricola La Sibilla di Bacoli la produce con cura e parsimonia e ne condivide la raccolta nel dettaglio.
Cicerchia dei Campi Flegrei, il legume tipico della terra vulcanica che nasce tra i filari di viti
I Campi Flegrei raccontano la storia di un terroir vulcanico e in continuo movimento. Eppure, carico di rituali agroalimentari radicati nei millenni. Come quella della Cicerchia dei Campi Flegrei, simbolo di queste zone. Già certificata come PAT (prodotto agroalimentare tradizionale), la cicerchia è una leguminosa per forma molto simile al cecio, al fagiolo e alla lenticchia, una loro apparente miniatura nell’estetica dal sapore intenso, carico di sazietà a portata di mano. Nelle case flegree come campane è spesso presente in inverno.
Non è raro vedere questo legume in barattoli di vetro in dispensa o a vista tra le mensole della cucina, alla base di numerose ricette golose e cariche di proprietà nutritive.
Azienda agricola La Sibilla, la storia di un territorio dalla terra alla tavola
Luigi Di Meo è titolare dell’azienda La Sibilla, una realtà presente a Bacoli da cinque generazioni. Racconta non solo la storia di una produzione vitivinicola artigianale, ma anche quella della coltivazione della cicerchia dei Campi Flegrei e di altre particolarità della sua zona come i piselli Santa Croce o ancora la fava locale.

La cicerchia flegrea viene piantata nel mese di novembre, storicamente messa a dimora ai limiti dei fossati, come produzione integrata alle altre della terra, per delimitarne i terrazzamenti ed evitare infestazioni di altre piante. Alla Sibilla oggi è coltivata tra i filari di vite, e si raccoglie nel mese di giugno. Si lascia poi essiccare al sole per diverso tempo per poi procedere ad un minuzioso processo di raccolta.
La raccolta della cicerchia, rituale annuale tra i terrazzamenti flegrei
La cicerchia si raccoglie nel suo baccello alle prime luci dell’alba, quando l’umidità rende la pianta ancora pesante. Si adagiano poi a terra fino alla totale essicazione, che avviene nell’arco di una settimana. Il sole rende la pianta croccante, così da permettere il distacco del legume.

Attraverso la battuta della pianta, la Cicerchia dei Campi Flegrei viene raccolta e pulita da ogni elemento esterno con il travaso da un cesto all’altro. Questo processo avviene con il maestrale, nel pomeriggio. Nel mese di giugno.
Lathyrus sativus, proprietà nutrizionali e importanza storica
La Lathyrus sativus come anticipato è un legume dai connotati antichi e i suoi valori nutrizionali la vedono ricca di proteine, sali minerali e fibre. Appartenente alle Fabacee, questa cicerchia è nella varietà dei Campi Flegrei in via d’estinzione perché non più coltivate con frequenza.

Per questi motivi il lavoro dell’azienda di Luigi Di Meo, La Sibilla, ha un senso ancora più profondo e in sintonia col territorio di Bacoli. Infine, essa appartiene ad una lunga e millenaria tradizione che la vede presente nel territorio italiano in numerose varianti, ma non solo.
La sua origine infatti sarebbe addirittura medio-orientale, poi africana, a sancire un legame che oltrepassa il Mediterraneo per raggiungere territori lontani e culture gastronomiche che tessono il “dna” di un’alimentazione che non conosce confini.