Ischia ha celebrato la 93ª edizione della Festa di Sant’Anna con uno spettacolo unico nel suo genere: barche allegoriche, fuochi piromusicali e l’iconico incendio del Castello Aragonese hanno trasformato la baia di Cartaromana in un teatro sul mare, richiamando migliaia di spettatori da tutta Italia. Tra arte, devozione e scenografie spettacolari, l’isola ha rinnovato un rito collettivo che ogni anno unisce identità e bellezza in uno degli eventi più attesi dell’estate campana.

Dal trionfo di Procida all’incendio del Castello Aragonese: il racconto della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna 2025 nella baia di Cartaromana
La 93ª edizione della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna si è conclusa tra applausi, suggestioni e occhi puntati al cielo. Dopo il rinvio per maltempo, Ischia ha saputo aspettare e celebrare con ancora più forza la sua notte più iconica: venerdì 1° agosto la baia di Cartaromana si è trasformata in un palcoscenico d’acqua, luce e racconto condiviso, tra barche allegoriche, musica, fuochi piromusicali e il tradizionale incendio scenografico del Castello Aragonese.
A vincere la sfilata delle barche è stata l’Associazione L’Isola dei Misteri di Procida con l’opera "Non dimenticare di essere stato bambino", una creazione visionaria ispirata al progetto "Scuola Viva" che ha toccato corde profonde con il suo invito alla meraviglia e alla memoria. L’opera si è aggiudicata anche tutti i premi collaterali: Premio del Pubblico Domenico Di Meglio, Premio Mario Mazzella, Premio Nerone, Premio Andrea Di Massa e Premio Social.

Al secondo posto si è classificata la barca dell’AMP Regno di Nettuno e Forio, con un tributo intenso a Papa Giovanni Paolo II dal titolo "Karol, un santo venuto a Ischia", diretto dal Maestro Gaetano Maschio. Terzo posto per l’Associazione Il Palmento con “Pianofortissimo, omaggio a Renato Carosone”, mentre l’Associazione Cantastorie del Torano ha chiuso con una toccante dedica a San Giovanni Giuseppe della Croce.

Il momento più emozionante e scenografico della serata è stato senza dubbio l’incendio del Castello Aragonese, simbolo visivo e narrativo della Festa di Sant’Anna. Una coreografia mozzafiato di luci, fumo, suoni e fiamme ha trasformato l’antico maniero in un racconto visivo di incursioni e difese, rievocando le antiche battaglie che segnano la storia dell’isola. Le mura, avvolte da colonne di fumo e bagliori improvvisi, sembravano respirare sotto i colpi di un attacco immaginario. Ogni esplosione luminosa era scandita da una colonna sonora emozionante e calibrata, culminata nell’esecuzione del brano “Blue Dolphin” di Stephen Schlaks, diventato colonna sonora identitaria di questo momento iconico.

Un attimo prima dell’accensione, la baia si è spenta in un silenzio profondo per un minuto di raccoglimento dedicato a Gaza: un gesto semplice e potente che ha unito migliaia di persone presenti in mare e sulla terraferma in un unico, corale segno di pace.

Attorno al Castello, decine e decine di barche si sono disposte in semicerchio, creando un’enorme platea galleggiante: una partecipazione straordinaria che ha mostrato quanto il mare, in questa festa, non sia solo sfondo ma protagonista attivo. Famiglie, comitive, appassionati di ogni età hanno vissuto l’esperienza direttamente sull’acqua, tra cibo condiviso e occhi sognanti. A rendere ancora più intensa l’atmosfera, lo spettacolo pirotecnico piromusicale che ha seguito l’incendio ha disegnato nel cielo di Ischia un susseguirsi incalzante di colori, scintille e note. Ogni fuoco sembrava raccontare una storia, in un crescendo che ha tenuto il pubblico sospeso tra emozione e stupore.

A chiudere la serata le parole del sindaco Enzo Ferrandino e dell’assessore Luigi Di Vaia, che hanno ringraziato la macchina organizzativa, sottolineando il valore simbolico e identitario di questa festa che non è solo tradizione, ma anche un messaggio di continuità e creatività rivolto alle nuove generazioni. Ancora una volta, la Festa di Sant’Anna ha dimostrato che Ischia sa raccontarsi con grazia, arte e potenza.