Nella suggestiva cornice dell’Hotel La Vigna si è tenuta il 31 ottobre la conferenza stampa “Il Mare nel Calice”, un incontro dedicato al dialogo tra mare, vino e identità territoriale che ha anticipato la Festa del Vino di Procida in programma dal 7 al 9 novembre 2025 a Terra Murata. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Procida È, ha riunito produttori, esperti e istituzioni per raccontare come l’enologia possa diventare veicolo di cultura, accoglienza e sviluppo sostenibile. Un momento di confronto e valorizzazione che ha ribadito il legame profondo tra l’isola e la sua tradizione vitivinicola, simbolo di un territorio capace di fondere mare e terra in un’unica, autentica espressione di identità mediterranea.

Il Mare nel Calice, a Procida la conferenza stampa ha inaugurato la Festa del Vino dell'anno 2025
Nella cornice raccolta e panoramica dell’Hotel La Vigna, si è svolto il 31 ottobre l’incontro Il Mare nel Calice, la conferenza che ha ufficialmente anticipato la sesta edizione della Festa del Vino di Procida prevista dal 7 al 9 novembre a Terra Murata. Promossa dall’Associazione Procida È, la giornata è stata un confronto partecipato tra produttori, istituzioni, operatori turistici e rappresentanti della filiera agroalimentare, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il vitigno locale, sostenere la destagionalizzazione e rafforzare il legame fra vino, paesaggio e ospitalità insulare.

A moderare il dibattito è stato Gianluca Capodanno, consulente strategico e socio fondatore di Procida È, che ha introdotto i temi e chiamato al tavolo i relatori. Presenti in sala rappresentanti delle istituzioni, i main sponsor e numerosi operatori locali; alcuni interventi, come quello Elena Acquaviva, rappresentante sostituta di Maria Ida Avallone (Villa Matilde), sono stati portati in collegamento remoto.
La Festa del Vino di Procida come progetto culturale e strategia di territorio
Ha aperto la conferenza il presidente dell’associazione, Luigi Spinelli, che ha tracciato la visione alla base dell’appuntamento: la Festa del Vino è un progetto culturale che mette al centro la comunità, le produzioni e l’accoglienza. Spinelli ha ricordato le origini dell’iniziativa e la volontà di trasformarla in un elemento di attrazione autonoma per l’isola anche fuori stagione: "Non vogliamo solo brindare — ha spiegato — vogliamo raccontare Procida: la sua storia, i suoi prodotti, la sua capacità di accogliere".

Capodanno ha ricordato come la nascita e la progressiva crescita della manifestazione siano il frutto dell’impegno collettivo di professionisti e volontari e della tenacia dell’associazione, che ha saputo mettere insieme competenze, sponsor e istituzioni per dare continuità a un progetto di promozione territoriale.
I protagonisti della tavola rotonda della conferenza "Il Mare nel Calice"
La tavola rotonda ha offerto spazio alle esperienze imprenditoriali e vitivinicole. In collegamento, Elena Acquaviva ha portato il saluto di Villa Matilde Avallone, main sponsor dell’edizione 2025, sottolineando il ruolo della viticoltura campana nel raccontare i paesaggi e le storie locali. La testimonianza di Villa Matilde ha riaffermato il valore del legame tra qualità, ricerca e tradizione, tratteggiando il vino come “voce” del territorio.

Dal fronte tecnico e formativo, Tommaso Luongo (presidente AIS Campania) ha insistito sull’importanza della formazione e della cultura del bere consapevole. Luongo ha evidenziato come il vino, ben raccontato e contestualizzato, diventi strumento di turismo esperienziale: "Il vino è un mezzo per raccontare territori e persone — ha spiegato — e l’educazione al gusto è un elemento centrale per tutelare la qualità e contrastare gli usi scorretti".

A rappresentare la filiera locale è intervenuto in modo particolarmente significativo Biagio Lubrano Lavadera. Viticoltore di Procida, Biagio ha raccontato la fatica e la dedizione che contraddistinguono la produzione isolana — la cura dei “piccoli fazzoletti” di terra, la difficoltà logistica e la necessità di supporto burocratico e istituzionale — e ha portato in sala anche il saluto della famiglia Caputo, impossibilitata a partecipare: "Carmine Caputo non era presente ma ci ha affidato il suo sostegno all’isola — ha detto Biagio — e la disponibilità delle loro terre sarà preziosa per nuovi vigneti e per etichette dedicate a Procida", ha aggiunto, con un richiamo alla speranza di poter compiere interamente la filiera sull’isola non appena le condizioni amministrative lo renderanno possibile.

Biagio ha descritto il percorso di valorizzazione di Starza — la proposta vitivinicola isolana che sta muovendo i primi passi verso una produzione più riconoscibile — sottolineando la doppia anima del lavoro agricolo: passione familiare e visione di rilancio.

L’incontro ha posto al centro anche il ruolo delle istituzioni. A portare la voce delle amministrazioni è intervenuto Luigi Primario, che ha trasmesso i saluti del sindaco e ha sottolineato la disponibilità dell’ente a sostenere iniziative che puntino alla destagionalizzazione e alla promozione culturale dell’isola. Primario ha richiamato la necessità di un lavoro lungo e sinergico per affrontare le criticità logistiche e burocratiche che gravano sulle attività produttive locali.

Dai banchi istituzionali è arrivato poi l’intervento di Vincenzo Cirillo, consigliere della Città Metropolitana di Napoli con delega all’agricoltura e promozione del territorio, che ha ribadito l’importanza strategica di eventi come la Festa del Vino per diffondere il valore delle produzioni locali e tenere viva la comunità anche in periodo non estivo. Cirillo ha sottolineato come iniziative di questo tipo contribuiscano a creare legami tra i territori e a mettere in rete competenze e risorse. Anche il vicesindaco e gli assessori locali sono stati richiamati a più volte nel corso della conferenza come partner essenziali per la buona riuscita della manifestazione.

I Giovani, la formazione, sostegno e accompagnamento delle produzioni eroiche sull'isola
Uno dei filoni più ricorrenti degli interventi ha riguardato la formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Capodanno e Luongo hanno ribadito l’importanza di trasmettere competenze e cultura del vino ai giovani, come elemento di sviluppo sostenibile ed evitamento degli eccessi. L’idea è chiara: offrire percorsi didattici e momenti formativi perché la cultura enogastronomica non resti una nicchia ma diventi fattore di crescita collettiva.

Al centro del dibattito è emersa anche la figura del “viticoltore eroico”: chi coltiva su terreni impervi, su piccole superfici, con costi e problemi logistici spesso insostenibili se affrontati da soli. È in questa nicchia che la Festa vuole fare rete, affiancare produttori e raccontarne la fatica e il valore, trasformando la produzione in opportunità di narrazione e mercato.
Il programma e l’appuntamento per la Festa del Vino: tre giorni tra musica, degustazioni e tradizione
La Festa del Vino di Procida, come ricordato in conferenza, si svolgerà dal 7 al 9 novembre a Terra Murata. L’evento prevede l’apertura degli stand, degustazioni di produttori campani e nazionali, momenti di intrattenimento musicale e spazi dedicati ai bambini e alla comunità isolana, con l’obiettivo di moltiplicare le occasioni di incontro e consumo responsabile. Saranno valorizzati cantine, prodotti tipici e una proposta culturale che vuole connettere enogastronomia e paesaggio. Nel corso della presentazione è stata anche annunciata la volontà di realizzare negli anni a venire un’offerta più strutturata di eventi connessi: una presentazione pubblica dell’evento, momenti di approfondimento con i main sponsor e iniziative rivolte al pubblico professionale e alla stampa specializzata.