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La Soprintendenza racconta il recupero dei reperti sommersi di Miseno al FAB

Al FAB 2025 – Festival del Cinema e della Cultura Archeologica di Bacoli, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli ha presentato in anteprima un documentario dedicato al recupero dei reperti sommersi del porto romano di Miseno. Un racconto suggestivo che unisce ricerca scientifica, tutela del mare e valorizzazione del patrimonio archeologico flegreo, mostrando come la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità locale possa restituire alla città frammenti preziosi della sua storia millenaria.

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Paola Ricciardi e Josi Gerardo Della Ragione alla 3ª edizione di FAB.

Si è conclusa con un momento di grande emozione la terza edizione del Festival del Cinema e della Cultura Archeologica (FAB), ospitata al Parco Borbonico del Fusaro. L’ultima giornata della rassegna, ideata e diretta da Nicola Barile, ha offerto al pubblico una testimonianza straordinaria della vitalità culturale dei Campi Flegrei: la proiezione del documentario realizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, dedicato al recupero dei reperti sommersi nel porto romano di Miseno.

Il recupero reperti di Archeologia Sommersa nei Campi Flegrei.

Un racconto di soli sette minuti ma di grande intensità visiva, che mostra come la collaborazione tra istituzioni, ricerca e comunità locale possa restituire al territorio frammenti preziosi della propria storia. "Ce l'abbiamo fatta e chiudiamo alla grande – ha commentato Nicola Barile rivolgendosi al pubblico – "perché oggi vi mostriamo qualcosa di davvero speciale. Quando il bradisismo ha riportato alla luce alcuni resti sommersi, la Soprintendenza ha saputo trasformare un evento naturale in un’occasione di conoscenza e di bellezza".

Un documentario per raccontare come il porto di Miseno restituisce pezzi di storia millenaria

La proiezione, introdotta dalla Soprintendente Paola Ricciardi, ha svelato il risultato di un complesso intervento di recupero subacqueo condotto nei mesi estivi, nell’area del porto di Miseno. Qui, tra Punta Terone e Punta Pennata, i fondali custodivano un “cumulo”, cioè una barriera costruita in epoca postantica riutilizzando elementi architettonici romani — colonne, architravi e pavimenti — per proteggere la costa dalle mareggiate.

"Quel riuso ci ha permesso di ritrovare parti significative di edifici pubblici di epoca imperiale", ha spiegato Ricciardi. "Insieme ai Carabinieri Subacquei, alla Guardia di Finanza e con il sostegno economico del Comune di Bacoli, abbiamo recuperato, pulito e catalogato questi reperti che presto saranno esposti nella Casina Vanvitelliana. È un modo per restituire alla cittadinanza un pezzo della propria identità".

Il documentario mostra tutte le fasi dell’operazione: dai rilievi ad alta definizione in 3D, eseguiti per documentare la disposizione originaria dei reperti, fino all’uso dei palloni di sollevamento che hanno permesso di riportarli in superficie. Le immagini, proposte anche in diretta streaming durante l’intervento del 24 giugno scorso, raccontano il lavoro silenzioso e affascinante degli archeologi subacquei e la magia di un mare che, ancora una volta, restituisce la memoria di Roma antica.

La Soprintendente Paola Ricciardi: "L'archeologia subacquea è ciò che più distingue questo territorio"

Dopo la proiezione, la Soprintendente Paola Ricciardi ha voluto sottolineare il valore scientifico e culturale dell’iniziativa: "L’archeologia costituisce per i Campi Flegrei un elemento identitario unico. In particolare, quella subacquea è ciò che più distingue questo territorio: racconta la sua complessità geologica e storica, e allo stesso tempo diventa una risorsa per il futuro. Il Festival del Cinema Archeologico centra in pieno questo obiettivo: diffondere la conoscenza e avvicinare le comunità, le scuole e i giovani al nostro mestiere e al patrimonio che ci circonda".

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La Soprintendente Paola Ricciardi e il Sindaco di Bacoli.

Un messaggio ripreso anche dal Sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha ringraziato la Soprintendenza per la sinergia istituzionale e per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni: "Abbiamo finanziato e sostenuto con convinzione questa operazione perché crediamo nel valore educativo della cultura. Bacoli si è candidata a Capitale Italiana della Cultura e lo fa già oggi, attraverso progetti come questo, che uniscono tutela, innovazione e partecipazione. Il Fab è una finestra che si apre sul futuro, capace di insinuare nei ragazzi il dubbio più bello: quello di voler conoscere e amare il proprio territorio".

Il primo cittadino ha poi annunciato la volontà di rendere la Sala Ostrichina, sede della 3ª edizione di FAB, uno spazio permanente per la proiezione di film e documentari dedicati al patrimonio culturale, così da offrire alla cittadinanza un punto di incontro tra arte, cinema e formazione.

Simona Formola racconta come colonne e frammenti romani vengono riportati alla luce nel porto di Miseno

Le immagini del documentario, accompagnate dalla voce narrante di Simona Formola che racconta in tempo reale il recupero dei reperti, hanno guidato gli spettatori nelle profondità del porto di Miseno, cuore pulsante della flotta romana e oggi scrigno di tesori archeologici sommersi. Gli archeologi hanno illustrato come le colonne e i frammenti riportati alla luce potrebbero appartenere a un unico edificio pubblico, forse al foro della città antica, una scoperta che potrebbe riscrivere parte della topografia urbana di Baia e Miseno.

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La funzionaria Archeologa Simona Formola con Militum Schola (associazione di rievocazione storica nei Campi Flegrei).

"Per noi sarebbe una delle scoperte più interessanti degli ultimi decenni" - spiega la funzionaria Archeologa Simona Formola - "perché ci permetterebbe di capire dove si svolgeva realmente la vita cittadina, tra il porto, i templi e le ville che conosciamo già. È un lavoro iniziato negli anni Ottanta, ma solo oggi, grazie alle nuove tecnologie, possiamo restituire un quadro completo e scientificamente accurato di quell’area".

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Paola Ricciardi, Josi Gerardo della Ragione, Giovanni Parisi e Lorenzo Scaraggi (vincitore del premio del pubblico al FAB).

La proiezione del documentario ha rappresentato un momento di sintesi perfetta tra ricerca e divulgazione, valori che costituiscono lo scheletro del Festival del Cinema Archeologico di Bacoli. Come ha ricordato la Soprintendente Ricciardi, "L’archeologia non appartiene solo agli studiosi: appartiene alle persone che vivono questi luoghi, che li attraversano ogni giorno e che possono diventare i primi custodi del loro valore".

Il Sindaco di Bacoli ai ragazzi presenti in aula: "raccontate a casa ciò che oggi avete visto"

Un pensiero condiviso anche dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha salutato i ragazzi presenti in sala invitandoli a "raccontare a casa ciò che hanno visto, a far conoscere ai propri genitori la ricchezza del nostro territorio".

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Il pubblico di bambini presenti in sala durante l'ultima giornata del Festival.

È proprio da qui, dall’entusiasmo dei più giovani e dalla collaborazione tra enti, scuole e istituzioni, che nasce il progetto di una Bacoli Capitale della Cultura non solo nel titolo, ma nello spirito quotidiano. Il Fab si conferma un laboratorio di idee capace di unire storia millenarie e futuro, archeologia e innovazione, arte e comunità. E se il mare dei Campi Flegrei continua a restituire i frammenti del tempo, la città di Bacoli dimostra di saperli trasformare in storie e conoscenza.