L’Hollywood romana dei Campi Flegrei narrata dalla Soprintendenza
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli ha guidato un percorso straordinario lungo la costa di Bacoli, nell’ambito delle giornate di valorizzazione promosse dal Ministero della Cultura. Grazie all’utilizzo di imbarcazioni a fondo trasparente, è stato possibile mostrare ai visitatori un tratto di costa di eccezionale densità archeologica, dove si conservano resti sommersi e affioranti di ville monumentali, impianti termali e strutture portuali che fanno di questo territorio uno dei centri nevralgici della storia romana. Dal Castello di Baia e dal Museo dei Campi Flegrei fino a Marina Grande e al Porto di Miseno, il percorso ha reso visibili i risultati delle indagini in corso e i progetti di tutela e ricerca avviati dalla Soprintendenza.
Durante il tour è stato ricostruito il paesaggio antico dei Campi Flegrei, un tempo assimilabile a una “Hollywood romana”: un continuum di ville imperiali e residenze aristocratiche che si estendeva da Miseno a Stabia, articolato su grandi terrazzamenti affacciati sul mare. La vita in epoca romana era descritta come intensa e ininterrotta, animata da attività portuali, banchetti, cantori e un fitto brulichio notturno tra terra e mare. Le variazioni del livello marino dovute al bradisismo hanno modificato radicalmente il territorio, sommergendo molti ambienti che oggi riemergono come testimonianze preziose, tra cui peschiere, cisterne, strutture termali e tratti del porto antico.
La Soprintendenza ha sottolineato il valore scientifico delle nuove scoperte: dai terrazzamenti sommersi di Villa Ferretti ai mosaici recentemente individuati vicino alla scogliera moderna, fino ai grandi blocchi architettonici rinvenuti nel Porto di Miseno, probabilmente pertinenti a un monumento pubblico di primaria importanza. Questi elementi, sommati alle evidenze note lungo tutta la costa, contribuiscono a ridisegnare il quadro storico e topografico dell’antica Miseno. L’obiettivo, ribadito anche nell’intervista finale, è continuare a condividere questi risultati con la comunità, ampliando le giornate di valorizzazione e migliorando l’accessibilità alla conoscenza di un patrimonio unico al mondo.