Navigium Isidis, cos'è la festa dedicata alla dea Iside
Il senso storico del Navigium Isidis lo riassume bene Giovanni Romano, presidente di Sardegna Romana, associazione che lavora sulla ricostruzione storica e che partecipa all’iniziativa insieme a Militum Schola, associazione attiva sul territorio dei Campi Flegrei. «La dea Iside ha una storia lunghissima, nasce in Egitto migliaia di anni fa e arriva fino a Roma», spiega, ricordando come il culto isiaco fosse strettamente legato al mare e ai commerci. Il Navigium Isidis era il rito che segnava l’inizio della nuova stagione di navigazione.
Durante l’inverno il mare veniva definito mare clausum. Tra novembre e febbraio le condizioni non garantivano sicurezza alle navi antiche e i grandi traffici, come quello del grano dall’Egitto, restavano fermi. «I convogli più importanti si fermavano», precisa Romano, sottolineando che il commercio marittimo romano implicava leggi, tasse e perdite economiche enormi in caso di naufragio, come dimostrano i relitti ritrovati nel Mediterraneo. Con l’arrivo della primavera si riaprivano le rotte, e questa riapertura aveva bisogno di un momento pubblico e solenne.
Il rito, raccontato da Apuleio, prevedeva un grande corteo con sacerdoti, autorità e popolazione, fino alla consacrazione della nave. «La nave veniva purificata, dedicata alla dea e poi lasciata andare», ricorda Romano. L’invocazione finale chiamava la dea Iside "regina del mare e dei venti", chiedendo una navigazione serena per tutti. In quel gesto si concentravano fede, economia e vita quotidiana delle comunità costiere.