La Villa dei Pisoni a Baia Sommersa ricostruita in 3D grazie al Progetto MUSAS

24 Novembre 2025 / 6 views

La Baia Sommersa rivela uno dei paesaggi più straordinari dell’antichità romana. La ricostruzione accompagna lo spettatore nel cuore della Villa dei Pisoni, una vasta villa maritima affacciata sull’antico lacus Baianus, costruita dalla potente famiglia dei Calpurnii Pisones e successivamente inglobata nel palazzo imperiale dopo la congiura contro Nerone.

Il video mostra l’arrivo dal mare, la grande terrazza affacciata a sud, il faro, le peschiere e gli spazi monumentali che raccontano il potere e il lusso delle élite romane. Si entra idealmente tra sale decorate, giardini scenografici e corridoi che circondavano il viridarium, un raffinato giardino costruito in età adrianea, poi inghiottito dal mare e oggi trasformato in un itinerario unico di archeologia subacquea.

La ricostruzione guida tra i quartieri di servizio, le aree produttive e gli ambienti più prestigiosi della villa, un tempo arricchiti da mosaici, marmi e sculture copiate dai modelli greci. Lo spettatore ritrova lo stesso paesaggio che oggi appare sommerso: colonnati ricoperti di alghe, pavimenti abitati da banchi di pesci, e stanze attraversate dalla luce che filtra dall’alto.

Il bradisismo che nei secoli ha abbassato il terreno ha trasformato l’intera area nella più sorprendente zona archeologica sommersa del Mediterraneo, dove la storia continua a vivere sotto pochi metri d’acqua.

Il Progetto MUSAS e la valorizzazione della Villa Pisoni

Il video si collega al lavoro del Progetto MUSAS, un programma dedicato alla tutela e valorizzazione del patrimonio sommerso italiano attraverso ricostruzioni 3D, realtà aumentata e sistemi di monitoraggio avanzati. Grazie a tecnologie sviluppate dall’ICR e dai partner del progetto, siti come la Villa dei Pisoni e il Ninfeo di Punta dell’Epitaffio sono oggi studiati, ricostruiti e resi accessibili sia online sia in immersione.

MUSAS integra musei, parchi archeologici e aree sommerse di Campania, Calabria e Puglia, creando nuovi strumenti per raccontare la storia dell’antica Baia e offrire al pubblico un modo innovativo di vivere l’archeologia subacquea.