Pozzuoli
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Lago d'Averno

Il Lago d'Averno è un lago di origine vulcanica, situato nel comune di Pozzuoli. È conosciuto soprattutto per le leggende connesse ad esso, che in antichità lo identificavano con la porta d’accesso per l’aldilà. Storicamente è stato il bacino interno di un porto militare. Oggi è un luogo naturalistico di grande interesse, frequentato da autoctoni e turisti, nonché sede di aziende vinicole e agriturismi.

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Sponde del Lago d'Averno di Pozzuoli.
  1. Descrizione
  2. Storia
  3. Miti e Leggende
  4. Servizi e Attrazioni
  5. Flora e Fauna
  6. Tinto di Rosso
  7. Come arrivare
  8. Mappa

Lago d’Averno, in origine un luogo grottesco e misterioso

Il Lago d'Averno è il secondo per dimensioni (dopo il Lago Fusaro) fra i 4 laghi flegrei. È situato all’interno di un antico cratere vulcanico, ormai spento, formatosi circa 4000 anni fa. Deve il suo nome al termine greco ἄορνος (senza uccelli), poiché dalle sue acque evaporavano dei gas tossici per la fauna volatile.

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Lago d'Averno.

Si racconta che anticamente il bacino d’acqua fosse circondato da una fitta boscaglia dove non penetrava il sole. Un luogo inquietante e misterioso che stimolò l’immaginazione degli antichi autori greci e romani, i quali diedero vita ad un intreccio di miti e leggende connesse ad esso.

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Folta vegetazione lungo il sentiero del Lago Miseno.

La più famosa narra che il Lago d'Averno fosse la porta d’accesso per il regno dei morti. Tuttavia, oggi il suo aspetto è decisamente meno spaventoso. Al contrario, è assolutamente piacevole passeggiare sulle sue sponde e osservare i colori del cielo che si riflettono sull’acqua.

Lago d'Averno come bacino interno del Portus Julius

Per un periodo, il Lago d'Averno ebbe anche un ruolo storico. Nel 37 a.C. Vipsanio Agrippa decise di creare un porto militare nel vicino Lago di Lucrino, che all’epoca aveva un canale di collegamento con l’Averno. Quest’ultimo divenne dunque il bacino interno di quello che fu soprannominato Portus Julius.

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Riva del Lago d'Averno.

Tuttavia l’attività ebbe vita breve, poiché le acque erano troppo poco profonde per poter ospitare le grandi navi da guerra, di conseguenza il porto fu trasferito a Miseno.

I miti più famosi collegati al Lago d’Averno

Molti credono che la famosa “selva oscura” citata nell’Inferno di Dante non fosse altro che la fitta boscaglia che circondava le acque del Lago d’Averno. Ma le testimonianze che identificavano il bacino con la porta dell’Oltretomba risalgono a tempi precedenti. Il poeta Virgilio nel sesto libro dell’Eneide scriveva:

“Una spelonca profonda, protetta da un cupo lago e dalle tenebre dei boschi, sopra la quale nessun volatile poteva impunemente avventurarsi ad ali spiegate”.

Qui Enea, guidato dalla Sibilla Cumana, cominciò la sua discesa negli inferi. Fra gli ostacoli da affrontare c’era il mostruoso Cerbero, il cane a tre teste che aveva il compito di sorvegliare l’Averno per impedire ai morti di uscire. Anche nell’Odissea di Omero si narra di un viaggio nell’Ade compiuto da Ulisse, il quale voleva trovare l’indovino Tiresia per consultare il suo destino.

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Scorcio dal sentiero del Lago d'Averno.

In ere ancora più remote, il Lago d'Averno fu il teatro di una battaglia fra Zeus e i Titani. I famosi giganti simboleggiavano probabilmente i boati e le manifestazioni della terra vulcanica, che all’epoca era in piena attività.

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Percorso pedonale del Lago d'Averno.

Un’altra famosa leggenda racconta del miraggio della Fata Morgana. Una maga che aveva il potere di creare illusioni per i viaggiatori e gli avventurieri che si avvicinavano al lago, facendogli credere di vedere castelli, terre o città galleggianti, spingendoli così ad immergersi nell’acqua per raggiungerle, dove poi annegavano. Da questa credenza nacque la definizione di un’illusione ottica che si verifica quando i raggi di luce vengono deformati dalle variazioni di temperatura nell’atmosfera, creando immagini distorte di oggetti lontani. Un miraggio tipico delle zone desertiche ma che si manifesta anche nei mari e nei laghi.

Lago d'Averno, meta naturalistica nei Campi Flegrei

Oggi il Lago d’Averno è una meta naturalistica rinomata nei Campi Flegrei. Famosa è la passeggiata attorno alle sue sponde, tramite un sentiero pianeggiante immerso nella vegetazione, che costeggia tutto il suo perimetro. Un'esperienza piacevole, adatta anche a bambini ed anziani. Intorno ci sono numerose aziende vinicole, agriturismi, bar, ristoranti e locali dove si organizzano eventi.

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Il Tempio di Apollo lungo le sponde del Lago d'Averno.

Degni di nota anche alcuni luoghi d’interesse che si possono osservare durante il percorso, come i resti del Tempio di Apollo, il punto preciso di accesso agli inferi, descritto da Virgilio nell’Eneide. Oppure la Grotta della Sibilla, sacerdotessa di Apollo con il dono della preveggenza.

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Lago d’Averno come porta d’accesso per il regno dei morti.
  • Perimetro
  • 3 km
  • Superficie
  • 0,55 km²
  • Cenni storici
  • Avernus, dal greco άορνος (senza uccelli)
  • Disponibilità Parcheggi
  • Media
  • Difficoltà di accesso
  • Facile
  • Servizi
  • Chiosco Bar, Ristorante, Pizzeria, Terme
  • Sempre Accessibile
  • Affluenza Bassa in Alta Staggione.

Flora e fauna residente al Lago d'Averno

Contrariamente a ciò che si raccontava un tempo, sul fatto che il Lago d’Averno fosse un luogo inadatto alla sopravvivenza degli uccelli, oggi è possibile osservare una moltitudine di volatili che si aggirano attorno alle sue acque, come folaghe, oche e anatre. Oltre ovviamente a diverse specie di pesci, gamberetti d’acqua dolce, bisce, rane e tartarughe.

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Oche ed anatre nelle acqua del Lago d'Averno.

Dal punto di vista naturalistico, numerose piante popolano la vegetazione del lago, tipiche degli ambienti umidi. Ad esempio: graminacee, lecci, salici bianchi, salicornie, ginestre, pini marittimi e sparti.

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La vegetazione lungo le sponde del Lago d'Averno.

Quando il Lago d’Averno si tinge di rosso

Da un po’ di anni a questa parte, il Lago d’Averno è stato protagonista di un insolito fenomeno naturalistico. In alcuni periodi, infatti, l’acqua si tinge di rosso. Un evento che in origine ha destato preoccupazione, spingendo tante persone a chiedersi se le cause del fenomeno potessero risiedere nell’inquinamento o nelle attività sismiche del sottosuolo. In realtà, l’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) è intervenuta sul posto e dopo aver analizzato alcuni campioni d’acqua, è stato scoperto che il colore rosso è dovuto alla proliferazione di una particolare alga sostenuta dal cianobatterio Planktothrix rubescens, che si verifica soprattutto nei mesi invernali.

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Il Lago d'Averno tinto di rosso.

Come spiegato anche da Stefano Caliro, geochimico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per la sezione di Napoli, il cambiamenti climatici causano un rimescolamento delle acque. Il progressivo raffreddamento degli strati superficiali porta l’acqua stessa a sprofondare, permettendo la risalita di cianobatteri che trovano in superficie le condizioni favorevoli per riprodursi.

Come raggiungere il Lago d'Averno

Il Lago d’Averno è raggiungibile tramite mezzi pubblici con la Ferrovia Cumana scendendo alla fermata “Lucrino” e percorrere un tratto di strada a piedi di 10 minuti. Si può arrivare anche in auto o moto, prendendo l’Autostrada A56 (Tangenziale di Napoli) verso Pozzuoli, e uscire a “Pozzuoli – Arco Felice”, per poi proseguire in direzione “Baia – Lucrino”.

Attorno ci sono alcune aree parcheggio gratuite, proprio accanto al lago, oppure poco prima del viale che lo precede, ma non essendo molto estese si può optare per uno dei tanti parcheggi a pagamento in zona.

NOTIZIE

PROSSIMI EVENTI

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