Bacoli
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Lago Miseno

Il Lago Miseno è fra le attrazioni naturalistiche più affascinanti dei Campi Flegrei. È situato a Bacoli, fra le zone di Monte di Procida e Capo Miseno. È formato da un grande specchio d’acqua su cui si riflettono i colori del cielo, molti amano passeggiare sulle sue sponde. Diversi miti antichi lo collegano alla Palude Stigia, il fiume che trasportava le anime dei defunti nell’oltretomba. Questa associazione nasce dal fatto che in origine, forse, il lago stesso era una palude cupa e inospitale.

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Lago Miseno.
  1. Descrizione
  2. Storia
  3. Miti e Leggende
  4. Servizi e Attrazioni
  5. Come arrivare
  6. Mappa

Lago Miseno o Mar Morto, un antico cratere vulcanico

Il Lago Miseno, anche detto Maremorto, è un lago costiero che fa parte dei 4 laghi Flegrei (Lago Fusaro, Lago d’Averno, Lago Lucrino e Lago Miseno). Attualmente è collegato al mare attraverso due fonti, una situata nella zona di Miliscola e l’altra nella zona di Miseno. Inoltre è poco profondo (la profondità massima arriva a 4 metri). Passeggiare sulle sue sponde è un’esperienza suggestiva, soprattutto al tramonto, quando i colori del cielo si riflettono sull’acqua, creando un panorama naturalistico affascinante.

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Imbarcazione all'interno del bacino del Lago Miseno.

Lo specchio d’acqua offre riparo e sostentamento a molti animali ma soprattutto riveste un ruolo fondamentale come sosta durante i viaggi degli uccelli migratori.

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Garzette nelle acque del Lago Miseno.

Storia del Lago Miseno ai tempi degli antichi romani

Nei secoli, gli intensi fenomeni bradisismici hanno notevolmente alterato l’assetto del territorio del Lago Miseno e della costa flegrea antistante ad esso, per cui è ancora difficile stabilire con certezza le origini della sua morfologia e, di conseguenza, immaginare come venisse adoperata la zona.

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Lago Miseno.

Ciò che è certo, è che al tempo degli antichi romani il vicino porto di Miseno ospitava la più importante flotta navale dell’impero, la Classis Misenensis, la quale controllava gran parte del Mediterraneo, garantendo la sicurezza delle rotte commerciali e militari. Diversi autori antichi parlando del porto utilizzavano il plurale, questo ha indotto molti studiosi a individuare nel Lago Miseno un secondo bacino portuale più piccolo e riparato, adibito all’allestimento delle navi. Tuttavia, le ricerche condotte finora non hanno fornito dati concreti a sostegno di questa ipotesi, anzi.

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Lago Miseno

Recenti indagini subacquee della Soprintendenza Archeologica hanno rilevato la presenza di moli sommersi realizzati in opera cementizia, tra Punta Sarparella e l’isola di Pennata. Questi ritrovamenti ci restituiscono un’immagine che sembra chiara: era il porto stesso ad essere diviso in due, con un secondo bacino ricavato all’interno della baia, separato dal principale artificialmente, tramite le costruzioni in calcestruzzo di moderna scoperta.

Questa possibilità troverebbe una coerenza in ulteriori ricerche condotte nelle acque del Lago Miseno, che hanno individuato grossi strati di torba in profondità, dunque è probabile che all’epoca l’area fosse prevalentemente paludosa. Anche negli archivi militari ci sono testimonianze del fatto che fino al XVIII secolo la zona era insalubre, a tal punto da causare epidemie di colera e, per questo, fu avviata una grossa opera di bonifica sulle sponde del lago.

Miti e leggende legate al Lago Miseno

Proprio come per la Spiaggia di Miseno, anche il Lago Miseno deve il suo nome ad un’antica leggenda dell’Eneide di Virgilio. In alcuni canti, il poeta raccontò della gesta di Miseno, il trombettiere di Enea. Questi sfidò il Dio Tritone nel suono della tromba, ma il Dio per invidia lo fece sprofondare in mare. Annegò proprio in queste acque e fu Enea a ritrovare il suo corpo trasportato dalle onde. Per commemorare il suo fedele compagno, decise di creare per lui un sepolcro, seppellendolo sotto un grande cumulo di terra, che oggi possiamo individuare come il promontorio di Capo Miseno.

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Pista ciclo pedonale del Lago Miseno.

C’è un ulteriore mito legato al Lago Miseno. Anticamente, infatti, veniva identificato con la Palude Stigia, il fiume che secondo la mitologia greca e romana trasportava le anime dei defunti verso l’oltretomba. In un canto della Divina Commedia di Dante Alighieri, la palude viene descritta come un pantano di acqua e fango dove vengono puniti gli iracondi, ossia chiunque in vita sia stato sopraffatto dall’ira e dall’odio.

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Sentiero pedonale intorno al Lago.

Attrazioni nei dintorni del Lago Miseno

Nelle vicinanze del Lago Miseno è possibile usufruire di una vasta gamma di servizi. Una parte del lago è costeggiata dalla Villa Comunale di Bacoli, un luogo dove poter passeggiare fra giardini alberati ammirando le sue sponde. Qui è presente anche una pista ciclabile dove andare in bici o fare jogging. Nel lago stesso a volte si organizzano gare di sport acquatici come canoa polo. Lungo tutto il suo perimetro, inoltre, ci sono bar, locali e pizzerie dove fermarsi a bere qualcosa o gustare piatti tipici del territorio.

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Avifauna lungo le coste del Lago.
  • Perimetro
  • 2,80 km
  • Superficie
  • 40,25 Ettari
  • Nome storico
  • Mar Morto o Maremorto, Palude Stigia
  • Disponibilità Parcheggi
  • Media
  • Difficoltà di accesso
  • Facile
  • Servizi
  • Chiosco Bar, Ristorante, Pizzeria
    Sempre Accessibile
    Affluenza Bassa in Alta Staggione.

Come raggiungere il Lago Miseno

Il Lago Miseno si trova nel cuore di Bacoli, fra Monte di Procida e Capo Miseno. Il lago salta subito all’occhio appena si arriva in città. È possibile arrivare anche con i mezzi pubblici grazie alla linea 102 Baia - Torregaveta dell'EAV: l'autobus fa capolinea a Torregaveta e al Fusaro, precisamente alle due stazioni della ferrovia Cumana.

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Acque del Lago Miseno.

È senz’altro comodo arrivare qui in anche in auto o moto, dal momento che adiacente alla Villa c’è Piazza Mercato, un grande parcheggio pubblico. Nella remota possibilità di non riuscire a trovare posto qui, in zona ci sono diversi parcheggi privati a pagamento a poca distanza.

NOTIZIE

PROSSIMI EVENTI

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STORIE

La storia dell’ex fanalista Fulvio Palumbo racconta cosa significa vivere nel Faro di Capo Miseno: vita quotidiana, memoria, mare e un mestiere unico al mondo.

Limoncello di Procida DE.CO. e vino Starza, la tradizione dell'Azienda Agricola Lubrano Lavadera racconta l’anima dell’isola di Procida tra vigne e agrumeti.

L'artista Michele Zaza si racconta a Molfetta in occasione della mostra Arborescenza Terrestre di Pozzuoli, l'arte come coscienza universale.

LASCIATI ISPIRARE

La Villa del Torchio di Quarto racconta la produzione vinicola romana nei Campi Flegrei tra archeologia, torchi antichi e paesaggio agricolo.

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La Secca delle Fumose, nel Parco Archeologico Sommerso di Baia, offre pilastri romani sommersi, fumarole vulcaniche e un ricco habitat marino, tra storia e natura unica.

La villa con ingresso a Protiro è uno dei siti del Parco Archeologico Sommerso di Baia, ricca di mosaici, marmi preziosi e ambienti romani visitabili attraverso guide subacquee.

Il Portus Julius è il primo sito scoperto del Parco Archeologico Sommerso di Baia, un antico porto romano oggi visitabile tramite affascinanti percorsi subacquei tra moli, magazzini e resti...

La Villa dei Pisoni è una dimora romana sommersa del Parco Archeologico Sommerso di Baia, visitabile tramite tour subacquei tra mosaici, strutture marittime e resti colpiti dal bradisismo.

Le Terme del Lacus sono un complesso termale romano sommerso del Parco Archeologico Sommerso di Baia, visitabile con tour subacquei tra mosaici policromi e strutture segnate dal bradisismo.

Il Ninfeo Sommerso di Claudio è un complesso archeologico subacqueo nel Parco Archeologico Sommerso di Baia, visitabile con immersioni guidate e barche dal fondo trasparente.

Il Museo La Casa di Graziella a Procida, ricrea una casa ottocentesca con oggetti e abiti tradizionali, custodendo storia e cultura con vista sul mare.

La Spiaggia di Cava dell’Isola a Forio d’Ischia è una baia selvaggia e libera, amata dai giovani per il mare cristallino e i tramonti dal fascino unico.

Spiaggia di Citara a Forio d’Ischia con sabbia dorata, mare cristallino, stabilimenti e miti di Venere. Perfetta per relax, snorkeling e tramonti unici.

La Spiaggia del Fungo a Ischia è perfetta per famiglie grazie alla sabbia dorata, al fondale basso, ai lidi attrezzati e al celebre scoglio a forma di fungo.

La Piscina Mirabile è una monumentale cisterna romana a Bacoli, un capolavoro sotterraneo scavato nel tufo per rifornire d'acqua la flotta imperiale di Miseno.

Marina di Monte di Procida è un pittoresco porticciolo con bar, ristoranti e una lunga passeggiata sul mare, perfetto per relax, tramonti e gite in barca.

La Spiaggetta Verde di Bacoli è una piccola lingua di sabbia, così chiamata per le acque color smeraldo, molto riservata poiché vi si accede soltanto via mare.

Lo Schiacchetiello è una spiaggetta fatta di rocce, mare limpido con fondale ideale per fare snorkeling, riserva marina protetta che affaccia sull'Isola Pennata.

Il Casino Reale del Lago Fusaro era riserva di caccia che Ferdinando IV di Borbone commissionò nel 1782 all'architetto Carlo Vanvitelli.

Isola Pennata, o Punta Pennata, sede di importanti ritrovamenti archeologici sommersi, è stata una penisola fino al 1966 quando una mareggiata la staccò alla terraferma.

Ricavata dalla roccia tufacea del monte, c’è una cisterna romana che doveva far parte della villa marittima appartenuta a Lucullo.

È una fortezza che domina il golfo di Pozzuoli, attualmente ospita il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, scrigno di ricchezze storiche e luogo prediletto di incantevoli panorami.

È uno slargo panoramico ai piedi della rampa d’accesso al Castello Aragonese con paesaggio mozzafiato sul golfo di Pozzuoli, penisola Sorrentina, Vesuvio e isola di Capri.

La Spiaggia di Acquamorta, a Monte di Procida, è un’oasi di pace con mare calmo, tramonti mozzafiato e servizi essenziali. Perfetta per relax e passeggiate.

Il Parco Borbonico del Fusaro è un giardino storico che si affaccia sul Lago Fusaro, realizzato nel '700 dai Borbone, in origine era una riserva di caccia e di pesca.

Il Lago Miseno, in passato palude cupa e inospitale, è un grande specchio d'acqua collegato al mare che offre riparo e sostentamento a pesci e uccelli migratori.

È un monumento di destinazione funeraria ascrivibile al periodo dell'impero romano posto tra Bacoli e Monte di Procida.

È un oasi pubblica di ambiente e cultura gestito da una cooperativa di giovani, con area giochi e pic-nic, zona agricola nella parte alta, con degli orti sociali.

È un sentiero in una località incontaminata, tra la natura, le falesie, il mare e un laghetto che idealmente sembra abbracciare i comuni dell’area flegrea: Bacoli e Monte di Procida.

Il pontile di Torregaveta è una incantevole banchina di cemento risalente al 1800 dove poter ammirare meravigliosi panorami sul mare, molto amato dai pescatori.

È una deliziosa casa vacanza situata nel cuore pulsante di Monte di Procida, ideale per coloro che desiderano immergersi completamente nella vita cittadina durante le vacanze.